Museo Archeologico nazionale di Napoli.
Piccolo donario.
Le statue erano collocate nelle terme di Agrippa a Roma per
celebrare le vittorie che Agrippa stesso nel 37 a.C. aveva riportato sui
Galati. Le statue, rinvenute nel 1514, appartennero alla famiglia Medici Orsini
e a Margherita d’Austria; furono quindi acquisite dalla famiglia Farnese.
Il tema di fondo riguarda quattro battaglie, due mitiche
(Gigantomachia e Amazzonomachia) e due storiche (battaglia di Maratona tra
Persiani e Ateniesi e quella degli Attalidi contro i Galati.
La prima statua distesa raffigura un’Amazzone colpita a
morte: il corpo è coperto di un chitone corto, a fitte pieghe, che lascia
intravedere le membra voluttuose e il seno destro scoperto.
Il secondo altorilievo rappresenta un Gigante caduto in
battaglia con il corpo nudo, ben definito nella struttura anatomica, disteso
supino su una base ovale irregolare. Il terzo altorilievo raffigura un
guerriero caduto in battaglia, con il corpo adagiato su una base ovale
irregolare. La foggia orientale degli abiti, con leggeri pantaloni e berretto
frigio, lo contraddistinguono probabilmente come un Galata.
La quarta statua ritrae un giovane e atletico Galata nel
momento in cui si accascia al suolo, in seguito ad una ferita letale.
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